Jemo a piglià l’acqua vene–detta.
Ci sono oggetti che raccontano un territorio meglio di qualsiasi cartolina. Nelle Marche uno di questi è la piccola boccetta dell’acqua benedetta di Loreto.
Minuscola, trasparente, spesso decorata con rilievi, stelline, cuori o immagini della Madonna di Loreto, accompagna da generazioni la vita quotidiana di migliaia di persone. La si trova nelle case delle nonne, nei cassetti, nelle automobili, nelle borse e nei portafogli. A volte viene utilizzata, altre volte resta semplicemente lì, come una presenza rassicurante.
Questa cartolina nasce dalla ricerca WhatYouSay di MarcheLove sul linguaggio e sull’identità dei territori: non il classico paesaggio da cartolina, ma un paesaggio di parole e simboli, fatto di oggetti, gesti e tradizioni condivise.
“Jemo a Loreto” non indica soltanto una destinazione. È una frase che racchiude un rituale collettivo, una gita familiare, una tradizione tramandata tra generazioni. Un piccolo viaggio che spesso si conclude con il ritorno a casa carichi di boccette da distribuire a parenti, amici e vicini.
Oltre al significato religioso, queste bottigliette rappresentano una forma di appartenenza. Un ponte tra chi è rimasto e chi è partito, tra memoria familiare e identità territoriale, tra sacro e quotidiano.
Una cartolina dedicata a uno degli oggetti più iconici della cultura popolare marchigiana: piccolo, apparentemente fragile, ma capace di custodire storie, affetti e tradizioni. Perché basta dire:“Jemo a Loreto.” E nelle Marche tutti capiscono il resto.
Dettagli prodotto
Cartolina illustrata stampata su carta patinata opaca 350 gr.
Formato: 16,5 × 12,5 cm.
Stampa di qualità, ideale da spedire, collezionare o utilizzare come piccola stampa decorativa.