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*e tu come lo dici ?

What you say*

Se nelle Marche senti gridare “Daje jo’!”, non farti ingannare. Non è un semplice incoraggiamento, non è solo un “forza dai!” come altrove. È molto, molto di più....
Lu Contadì: Il Signore dei Campi è una figura che, per chi vive nelle Marche, evoca immediatamente un’immagine ben precisa: l’uomo di campagna, il lavoratore della terra, ma anche il capo-famiglia che porta avanti tradizioni secolari. Non si tratta di un semplice contadino, ma di un vero “signore” dei campi, che gestisce con maestria la propria terra e la propria...
CO CHI FAI L’AMORE? – le domande “scomode” delle nonne marchigiane è una delle più emblematiche e affettuose forme di curiosità che le nonne, le zie e, in generale, le “Vergare” (le figure femminili di potere nella famiglia contadina) rivolgono ai giovani. È un modo diretto e colloquiale per chiedere con chi ci si frequenta, se si è fidanzati o...
Non è un semplice avvertimento, non è un “stai buono” all’italiana. È una dichiarazione di guerra domestica, un combo linguistico tra pugno e schiaffo, mirato con chirurgica precisione alla bocca — da dove mangi, da dove parli, da dove parte il casino....
“Tutto lo sverdo ce l’hai tu !” cit. (capisci solo tu!) Tra le ridenti colline maceratesi e fermane, la parola sverdo non indica solo un piccolo coltello (come spesso accade in altre zone), ma si trasforma in un termine quasi faunistico sarcastico per descrivere una persona un po’ saccente, furba, abile, o particolarmente veloce nel “capire tutto”....
Come si dice “lavorare (troppo)” in dialetto marchigiano? (E perché lo diciamo con orgoglio, sarcasmo e una strana forma d’amore.) “How does it feel to treat me like you do when you laid your hands upon me…” I New Order nel 1983 cantavano l’amore tossico. Noi nel 2025 ci mettiamo le mani callose del nostro passato. Quelle che la “fadiga”...
“Pistacoppi” è il nome simpatico con il quale vengono chiamati i piccioni a Macerata e, per analogia, gli stessi abitanti maceratesi, poiché questi volatili, molto numerosi in città, svolazzano sui tetti e calpestano le tegole in cotto chiamate comunemente “coppi”....
Una parola scaramantica. “Gnenoccia quanto è bellu” si diceva alla mamma del bambino per farle il complimento (sincero o di prammatica). E’ evidente che “gnenoccia” significa “non gli nuoccia”......

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